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Respiro & benessere

Rebirthing Breathwork: cosa aspettarsi da una sessione (e le controindicazioni)

· 3 min di lettura

Rebirthing Breathwork: cosa aspettarsi da una sessione (e le controindicazioni)

Tra tutte le pratiche del breathwork, il Rebirthing è quella che incuriosisce e intimorisce di più: spesso per gli stessi motivi. Nato negli anni Settanta dal lavoro di Leonard Orr, è una tecnica di respirazione consapevole connessa: si respira in modo continuo e circolare, senza pause tra inspiro ed espiro, per un tempo prolungato e sotto guida. Ecco cosa aspettarsi davvero: e cosa un professionista serio ti dice prima che tu ti sdrai sul materassino.

Come si svolge una sessione

Una sessione tipica dura tra una e due ore. Si è sdraiati, in un ambiente protetto e raccolto; il facilitatore guida il ritmo del respiro, connesso, ampio, di solito dalla bocca o dal naso secondo l'approccio: e accompagna ciò che emerge. E qualcosa emerge quasi sempre: il respiro amplificato modifica temporaneamente la chimica del corpo, e con essa possono arrivare formicolii, calore o freddo, contrazioni alle mani, emozioni intense, ricordi, pianto, riso. La parte finale è distesa: il respiro torna normale, il corpo integra, si condivide se si vuole. Nei cerchi di gruppo l'esperienza è collettiva ma il viaggio è individuale: ognuno sul suo materassino, il facilitatore per tutti.

Cosa NON è

Chiariamo, perché il Rebirthing si porta dietro mezzo secolo di racconti: non è una terapia, non cura patologie, non sostituisce un percorso medico o psicologico. Non è nemmeno un rito magico: i fenomeni fisici della sessione hanno spiegazioni fisiologiche note (l'iperventilazione volontaria altera temporaneamente l'equilibrio di ossigeno e anidride carbonica: è il motivo dei formicolii). È un'esperienza di consapevolezza potente, che molte persone descrivono come liberatoria. Tenerla nel suo posto giusto, pratica di benessere, non medicina: è ciò che la rende seria.

Le controindicazioni (la sezione più importante di questa pagina)

Proprio perché è una pratica intensa, il Rebirthing non è per tutti. Le controindicazioni riconosciute includono, tra le altre:

  • gravidanza;
  • epilessia e storia di convulsioni;
  • patologie cardiovascolari e ipertensione non controllata;
  • glaucoma e distacco di retina;
  • aneurismi, anche familiari;
  • condizioni psichiatriche gravi (tra cui disturbi psicotici e bipolari) o momenti di forte fragilità psichica;
  • interventi chirurgici recenti.

Un facilitatore serio raccoglie queste informazioni con un questionario scritto, prima della sessione, e in caso di dubbio dice il "no" più prezioso del suo mestiere. Se qualcuno vi propone un rebirthing "adatto a tutti, senza problemi", cambiate strada: sta minimizzando esattamente ciò che non va minimizzato. E per qualsiasi condizione di salute, la parola finale è del vostro medico.

Il primo cerchio alla masseria

Il Rebirthing sta arrivando anche qui: Davide, facilitatore di Rebirthing Breathwork con cui collaboriamo: i primi cerchi di gruppo si terranno nei prossimi mesi nella sala a volta in pietra della masseria, 55 m², climatizzata, con l'acustica raccolta della volta e il silenzio della campagna intorno: un contenitore che sembra disegnato per questa pratica. Le sessioni apriranno con tutte le serietà raccontate in questa pagina: screening scritto, gruppi piccoli, gradualità. Se vuoi esserci, iscriviti alla lista d'attesa: chi è in lista sarà avvisato per primo e avrà la precedenza sui posti.

In sintesi

Il Rebirthing è un'esperienza profonda che merita due cose: la curiosità di provarla e la serietà di farlo bene: con la guida giusta, nel posto giusto, con le domande giuste fatte prima. Sulla prima non possiamo aiutarti; sulle altre due, ci stiamo preparando. A presto, col respiro.