Rebirthing Breathwork: cosa aspettarsi da una sessione e le controindicazioni
Hai letto del rebirthing. Hai trovato promesse grandi, e altrettanta diffidenza. Ti chiedi cosa succede davvero in una sessione. E, prima ancora, se è una cosa per te.
Il rebirthing è la pratica più profonda del breathwork: una sessione individuale di respirazione circolare connessa, che porta in superficie quello che il corpo trattiene e lo lascia andare. Qui ti dico cosa aspettarti, senza promesse. E comincio da chi non dovrebbe farlo.
Prima di tutto: per chi no
La sicurezza viene prima dell'esperienza.
Il rebirthing è un respiro intenso e prolungato. È sconsigliato in gravidanza. Con epilessia o storia di convulsioni. Con patologie cardiovascolari, pressione alta non controllata, aneurismi. Con glaucoma o distacco di retina. Con condizioni psichiatriche in trattamento, psicosi, disturbo bipolare. Dopo una chirurgia recente. Con asma grave.
Se hai una di queste condizioni, il rebirthing non fa per te. C'è la porta dolce, il respiro funzionale. E se hai dubbi, il riferimento è il tuo medico. Un facilitatore che non ti fa questa domanda prima della sessione non è un facilitatore serio.
Cos'è
Respirazione circolare connessa. Inspiri in modo pieno e attivo, lasci uscire l'aria rilassato, nessuna pausa tra i due. Per 45-60 minuti, sdraiato a occhi chiusi, con la voce che ti guida sempre.
Il respiro così condotto cambia per un tempo limitato lo stato del corpo. E allenta il controllo che tieni di solito.
Cosa succede davvero
- Ci sediamo e parliamo. Venti minuti: come stai, cosa ti porta qui, il questionario sulle condizioni di salute.
- Ti sdrai e respiri. 45-60 minuti. Nei primi minuti fatica, forse noia. Poi formicolii, calore, energia. Poi, per molti, il momento in cui qualcosa cede: un'emozione, un pianto, una risata, immagini. Oppure semplicemente un grande sospiro. Il facilitatore tiene il ritmo, ti ricorda di respirare, ti sta accanto. Non interpreta.
- Torni piano. Il respiro rallenta da solo. Arriva la quiete. Resti. Un tè, le parole se vengono. In tutto 90-120 minuti.
Cosa puoi sentire
Ogni sessione è diversa. C'è chi ha un rilascio emotivo intenso. Chi un rilascio fisico netto. Chi sente poco durante e molto nei giorni dopo: un sonno diverso, una calma nuova.
Non c'è una sensazione giusta da provare. Nessuna di queste risposte vale più delle altre. Quello che quasi tutti raccontano è un corpo più leggero per giorni, e una sensazione di spazio.
Quante sessioni
Non serve una serie infinita. Una sessione ogni qualche settimana lascia il tempo di integrare. Molti ne fanno tre o quattro in un anno, nei passaggi importanti. Se vuoi una pratica continua, il cerchio di respirazione è il formato leggero.
Il luogo
Alla Masseria Montanari, a Carpignano Salentino, a 25 minuti da Lecce, le sessioni individuali di rebirthing sono su appuntamento con Davide, coach del respiro e facilitatore, che collabora con la Masseria Montanari. Nella sala a volta in pietra, o tra gli ulivi con la bella stagione. Fascia indicativa: da 60 a 90 euro a sessione. Se vieni da lontano, puoi dormire in masseria.
Domande frequenti
Cosa mangio prima? Un pasto leggero almeno due ore prima, niente alcol il giorno stesso, acqua a sufficienza.
Posso fare rebirthing se seguo una psicoterapia? Parlane prima con chi ti segue. In molti casi è compatibile come accompagnamento, in altri è meglio la porta dolce. Il facilitatore te lo chiede nel colloquio.
Quanto tempo dopo torno alla vita normale? Subito, ma con calma. La sera stessa è meglio non fare programmi impegnativi. Se vieni da lontano, fermati a dormire in masseria.
Prenota una sessione
Non devi sapere già come si fa. Raccontami come stai e cosa cerchi sulla pagina del Respiro: non serve scrivere molto. Ti rispondo io, di solito entro un giorno, e capiamo insieme se il rebirthing è la porta giusta o se partire da altro. Se vieni da lontano, puoi fermarti a dormire in masseria.
Le pratiche del respiro sono esperienze di benessere e consapevolezza svolte ai sensi della Legge 4/2013: non curano nulla e non sostituiscono cure mediche o psicologiche.

